La Biorivitalizzazione è un trattamento di Medicina Estetica che ha lo scopo di contrastare e prevenire il processo di invecchiamento cutaneo attraverso un’efficace stimolazione dell’attività metabolica dei fibroblasti, un aumento dell’idratazione cutanea per dare tono e turgore alla pelle e un’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi. La metodica consiste nell’iniettare, mediante aghi sottilissimi, e quindi con la sola percezione di un lieve fastidio, a livello del derma superficiale, sostanze perfettamente biocompatibili e totalmente riassorbibili (acido ialuronico a basso peso molecolare, vitamine, polinucleotidi) capaci di stimolare i fibroblasti a produrre collagene ed elastina e dare quindi più elasticità, compattezza ed idratazione alla pelle.
L’arco di età dei possibili utenti è quindi molto ampio: dai 20-25 anni in poi.

Il trattamento è abbastanza rapido, non prevede anestesia ma potrebbe risultare un po’ fastidioso. Vengono praticate microiniezioni in diversi punti del viso, del collo, del decolleté e del dorso delle mani. Nei punti di iniezione si può osservare un transitorio arrossamento (eritema) e gonfiore (edema). Il programma di trattamento può essere personalizzato in base alle condizioni della cute, al fototipo, all’età e alle esigenze del paziente.
I vari prodotti che vengono iniettati nella cute possono essere infiltrati sostanzialmente con due tecniche: la cosidetta tecnica “cross-linked” e la tecnica “picotage“.
La tecnica cross-linked permette di combattere efficacemente l’invecchiamento, sia come prevenzione che come terapia. Si eseguono, una volta valutata la geometria del viso ed il grado di invecchiamento, precise infiltrazioni intradermiche, lineari, in senso verticale e orizzontale, che si intersecano tra loro in modo da formare una sorta di reticolo col materiale iniettato. Questa tecnica è particolarmente vantaggiosa in alcune zone a “rischio” come le guance, le regioni perioculari ed il collo, che risultano essere le zone più interessate al cedimento strutturale legato alla senescenza. Per ciò che concerne il numero delle sedute, se ci si trova di fronte ad una pelle non eccessivamente danneggiata, è possibile che bastino tre o quattro sedute, soprattutto se questa tecnica è integrata da altre metodiche medico estetiche e non. Una volta terminata la serie terapeutica si procede alla valutazione del mantenimento, generalmente può anche essere sufficiente un richiamo ogni tre quattro mesi. È indispensabile, per mantenere sempre ad un livello ottimale il grado di idratazione, compattezza ed elasticità cutanea, affidarsi a mane esperte per sedute settimanale di stimolazioni e linfodrenaggi. Molto importante è anche il trattamento con massaggi, ed in tal caso risulta essere fondamentale, al fine di un corretto trattamento estetico, l’uso di creme certificate e con validi principi attivi in grado di continuare quella stimolazione metabolica iniziata tramite la rivitalizzazione.
La tecnica del picotage, invece, si è rivelata più utile in persone giovani che vogliono prevenire e contrastare l’invecchiamento cutaneo dovuto all’esposizione solare o a lampade abbronzanti. Si procede alla somministrazione del prodotto per microiniezioni, molto superficiali e indolori, distanziate di un centimetro l’una dall’altra su tutto il viso,  il collo e il decolleté; inoltre, nei casi che lo richiedono, può essere anche praticata sulle mani. La sostanza così iniettata, si distribuisce uniformemente nel derma legando acqua ed il miglioramento è praticamente immediato; migliora il grado di idratazione e soprattutto il turgore della cute trattata. Prima dell’esposizione solare è consigliabile effettuare una infiltrazione in modo da sfruttare l’azione protettiva delle sostanze iniettate che sarà rafforzata da un massaggio per esempio condotto con creme contenenti sostanze anti-radicali liberi.

I rischi? Pochi e trascurabili: in genere non rimangono segni evidenti e la paziente può riprendere immediatamente la sua vita sociale; sono tuttavia possibili dei piccoli inconvenienti, in genere di lieve entità e di durata assai fugace, quali arrossamenti dovuti alle microiniezioni, eventuali formazioni di piccole ecchimosi riconducibili a traumi dell’ago che si risolvono spontaneamente nell’arco di qualche giorno.