Cos’è

La Mastoplastica Additiva è uno degli interventi più effettuati dal Chirurgo Plastico perché sono tantissime le donne scontente della misura e della forma del proprio seno. La maggior parte di esse (oltre il 50%) ha un’età compresa tra 19 e 34 anni ed è infatti questa la fascia d’età più ricorrente nella Chirurgia Estetica del seno. Le motivazioni sono diverse: le pazienti più giovani richiedono semplicemente l’aumento del seno ritenuto troppo piccolo; altre, a seguito di un moderato rilassamento e svuotamento dovuto all’allattamento o ad un dimagrimento, vogliono ripristinarne il volume originario (“lo voglio come prima”). Altre, ancora, desiderano avere un seno più sensuale e più abbondante. Sottoporsi ad una plastica estetica del seno può significare un notevole miglioramento della stima di sé stesse. È un intervento ritenuto collaudato e sicuro. La casistica mondiale e la pluridecennale osservazione degli effetti ha ampiamente convalidato il beneficio per la paziente che presenta le adeguate caratteristiche psicofisiche. L’intervento permette di aumentare, con l’inserimento di protesi al silicone, il volume delle mammelle. La Mastoplastica Additiva offre l’opportunità di avere un seno più pieno rimodellato in naturalezza e in proporzione con la struttura fisica di ciascuna paziente.

Quando è indicata

• seno piccolo (ipotrofia mammaria)
• riduzione del volume del seno o della tonicità dopo repentine perdite di peso, gravidanze, allattamento
• seno dal volume molto diverso uno dall’altro, asimmetria mammaria, mammelle dalla forma e proporzioni non soddisfacenti
• sensazione di disagio, perché senti i vestiti della tua taglia larghi al seno
• mancata soddisfazione delle dimensioni fornite da un precedente intervento di chirurgia plastica.

Le protesi

Attraverso la scelta tra la forma e la dimensione delle protesi e il tipo di procedura chirurgica è possibile pianificare la Mastoplastica Additiva più adatta alla forma del seno e alla corporatura di ogni singola paziente impostando un intervento personalizzato e naturale. L’aumento del seno è determinato dall’impianto all’interno delle mammelle di protesi in gel di silicone. Tra tutti i materiali e i tipi di protesi presenti attualmente sul mercato quelle in gel di silicone coeso con superficie testurizzata si sono rivelate le migliori, sia dal punto della confort (le migliaia di donne al mondo che le portano riferiscono la naturalezza al tatto e alla vista, sia in posizione statica che dinamica), che dal punto di vista sanitario (rischi di complicanze assai ridotte grazie alla purezza del materiale impiegato e alla lunga resistenza nel tempo e alle sollecitazioni delle protesi di ultima generazione). I numerosi strati di rivestimento del polimero siliconico che avvolge il gel limitano fortemente la trasudazione e la migrazione di particelle di materiale nell’organismo, fatto comunque innocuo grazie all’elevata percentuale di purezza del silicone impiegato come riempitivo. La durata media di una protesi va dai 10 ai 20 anni. Il loro buono stato viene verificato da controlli clinici eed ecografici annuali: se le protesi sono intatte, non è necessario sottoporsi all’intervento di sostituzione. In ogni caso, però, si tratta di un intervento più semplice rispetto alla mastoplastica additiva perché le tasche sono già presenti e si devono semplicemente sostituire le protesi.

Anestesia

Solitamente avviene in anestesia generale, più raramente in anestesia locale accompagnata da sedazione profonda in regime di day surgery

Intervento

L’inserimento delle protesi mammarie avviene attraverso un’incisione (di 4,5 – 5 cm) lungo il margine areolare inferiore o a livello del solco mammario in modo da lasciare una cicatrice sottile e poco visibile. Dopo aver praticato le incisioni, il chirurgo crea una tasca chirurgica, sede definitiva della protesi mammaria, che può trovarsi dietro il complesso ghiandolare, dietro il muscolo pettorale oppure, secondo la tecnica del dual plane, contemporaneamente dietro il muscolo pettorale (nella parte alta) e dietro la ghiandola mammaria (nella parte bassa). La corporatura e il tipo di tessuti della paziente determinano la scelta del tipo di procedura ideale, che viene sempre studiata in modo accurato e preciso per ogni singola paziente. Una volta inserite le protesi, le incisioni vengono suturate con l’accortezza di allestire una futura cicatrice piana e nascosta. La fase chirurgica termina con il bendaggio applicato sopra le medicazioni. L’estrema cura di ogni singola fase determina la riuscita e la qualità dell’intervento.

Post-operatorio

Dopo l’intervento generalmente la paziente avverte una sensazione di indolenzimento, come dopo un intenso allenamento dei pettorali. Altri disagi nel corso dei primi giorni postoperatori sono assolutamente normali: gonfiore, stanchezza, difficoltà nei movimenti degli arti superiori sono i più comuni. In ogni caso vengono prescritti appositamente antidolorifici che riducono notevolmente tutti questi fastidi. La prima medicazione viene effettuata a 2-3 giorni all’intervento, dove si rimuoveranno gli eventuali drenaggi. Dopo la prima medicazione i bendaggi sono sostituiti da un reggiseno elastico di tipo sportivo. Dopo 7-10 giorni si rimuovono i punti di sutura. In questa fase la zona d’intervento non deve essere bagnata, quindi si devono evitare docce e bagni perché potrebbero compromettere l’esito delle suture. Se l’impiego è statico, si può riprendere a lavorare anche dopo una o due settimane, senza esagerare e comunque solo dopo aver sentito il parere del chirurgo. Nelle prime 2-3 settimane è vietato sollevare pesi e fare sforzi. L’attività fisica potrà essere ripresa dopo 1 mese. È normale che nei primi periodi il seno appaia gonfio e piuttosto rigido, ma se vengono eseguiti i massaggi e si osservano le prescrizioni e i consigli dello specialista, in breve il nuovo seno apparirà morbido, naturale e con un profilo e una forma rimodellata e sensuale.

Allattamento dopo Mastoplastica additiva

A differenza degli altri interventi di chirurgia estetica del seno come la mastopessi o la mastoplastica riduttiva che possono interferire sulla capacità d’allattamento, la mastoplastica additiva non disturba il naturale collegamento tra capezzolo – dotti galattofori e ghiandola mammaria.

prima e dopo1
prima e dopo2